Gay & Bisex
la gita a Londra
06.10.2025 |
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"Quando fu sicuro che non avrei opposto resistenza, appoggiò la sua cappella al buco e spinse..."
Erano giorni che noi ragazzi della quinta liceo stavamo organizzando la gita della maturità. I nomi delle destinazioni si alternavano senza trovarne alcuna che fosse di gradimento per tutti. Parigi, Praga, Barcellona, Madrid, Berlino, Londra, ognuno esaltava le bellezze della capitale che preferiva e altri ne denigravano altri aspetti.Non trovando unanimità, fu deciso di estrarre a sorte la destinazione per la gita e la fortuna scelse Londra.
Ora dovevamo convincere almeno due professori che accettassero di essere i nostri accompagnatori. La prima scelta fu facile perchè la nostra insegnate di inglese si rese subito disponibile. Le ragazze della mia classe poi si impegnarono a convincere il nostro insegnante di educazione fisica, un aitante trentenne, cui sbavavano dietro tutte quante.
Il prof. "Cantini", era un gran bel torello muscoloso, alto e aitante, e se non bastasse aveva occhi verdi penetranti e una carnagione sempre abbronzata, insomma il tipico maschio figo della situazione.
Io ero un diciannovenne fisicamente ben messo e dimostravo più della mia età. Le ragazze non mi mancavano ed ero discretamente popolare nella scuola. Facevo trio fisso coi miei due amici storici, Nicco e Meo (da Niccolai e Meoni) con i quali si faceva banda ed eravamo i trascinatori social.
Già prima di partire ci eravamo divisi in gruppi per l'assegnazione delle camere e noi tre avevamo chiesto di condividere una tripla. La sorpresa ci fu subito al nostro arrivo e alla consegna delle chiavi. Nessuna tripla, tutte doppie e quindi uno di noi tre avrebbe dovuto dividere la stanza con qualcuno di non programmato e pensate un pò con chi? con il prof Cantini.
Merda, proprio col prof. Tutti i piani che avevamo fatto erano già belli che andati. Con in prof. in camera almeno uno di noi sarebbe stato ipercontrollato sugli orai di uscita e rientro dalle camere. Vedendo i miei amici restii a farsi aventi, mi offrii volontario di condividere la stanza col prof cantini. E' giovane, dinamico, non dovrebbe essere difficile fargli capire le cose che volevamo fare per divertirci.
Prendemmo possesso delle camere e poi andammo a cena. Almeno a cena ero riunito coi miei amici, che non facevano altro che commiserarmi sul fatto che avrei dormito col prof. In pratica mi avevano dato già per spacciato e finito, costretto a non poter far niente senza farsi sgamare.
Io non la vedevo così. Il prof Cantini mi piaceva. Lo trovavo molto vicino a noi ragazzi, vuoi per l'età o vuoi per il fatto dello sport. Era molto alla mano e ci sapeva fare coi ragazzi. E poi invidiavo il suo fisico che avevo avuto modo di vedere più volte visto che anche lui, come molti di noi faceva esercizio a torso nudo, un torace muscoloso, leggermente peloso e definito in ogni sua parte e poi aveva un culo bello sodo e delineato che più volte mi ero soffermato ad ammirare.
Nessuno, nemmeno i miei amici, aveva mai sospettato che io provassi interesse anche per il sesso maschile. Non avevo mai avuto esperienze con un altro maschio, ma mi domandavo spesso come sarebbe stato fare sesso con un uomo, anche se non avrei saputo dire cosa mi sarebbe interessato provare. Non ero sessualmente confuso, ero piuttosto aperto a tutte le esperienze e questo ha certamente influito nella scelta di condividere la camera col prof. Forse avrei avuto fortuna nel poter vedere le sue parti intime, chissà.
Già la prima sera, per niente intimidito dalla mia presenza, il prof si spogliò completamente davanti a me e nudo girò un bel pò per la stanza per sistemare le sue cose, dopodichè andò a farsi una doccia. Quando tornò in camera solo con l'asciugamano in vita, era di un sexy pazzesco e il mio uccello ebbe un improvviso risveglio, tant'è che dovetti cercare di nascondere la mia erezione. Lui parlava con me e teneva le mani sui fianchi, poi si passava una mano sui pettorali, poi una mano tra i capelli, tutti quei gesti istintivi che un maschio fa senza rendersene conto. Ogni tanto buttavo lo sguardo all'altezza del suo uccello coperto dall'asciugamano. in tutta sincerità mi pareva di vedere un bozzo, ma poteva essere solo suggestione.
"Su vai a farti la doccia che è tardi" mi disse "siamo stanchi e dobbiamo dormire.
Mi spogliai in bagno e feci la doccia. Ero nudo davanti allo specchio che mi lavavo i denti che sentii bussare.
"Posso entrare? disturbo? ho lasciato i miei slip in bagno".
Non feci in tempo a mettermi niente per coprire le mie nudità che lui entrò e scivolò dietro di me, allungando una mano per prendere gli slip che erano sul piano del lavabo.
Così facendo dovette appoggiarsi a me da dietro e potei chiaramente distinguere la durezza del suo cazzo che premette sul mio fondoschiena mentre lui si allungava, dato lo spazio ristretto tra il lavabo e la doccia. Il suo struscio era casuale o calcolato? Certo che lui potè vedermi il sedere ma anche il mio corpo riflesso nello specchio. Ero un bel toro, ben piazzato e con 19 cm di verga in tiro.
Lui incrociò i suoi occhi con i miei riflessi nello specchio. Io non mi ritrassi al suo "sfregamento", tant'è che avvicinò la sua bocca al mio orecchio sussurrandomi "se vuoi che liberi la mia virilità non hai che da chiedere". E così dicendomi, premette ancora di più la sua verga sul mio fondoschiena. Solo il telo dell'asciugamano separava il suo cazzo dal solco delle mie chiappe.
Avrei dovuto girarmi e spingerlo via mandandolo a fanculo, invece lasciai che mi cingesse con le sue braccia forti e mi baciasse sul collo. La mia reazione fu che spinsi il mio sedere contro di lui e inarcai la schiena piegando indietro la testa a cercare le sue labbra.
Il bacio fu davvero intenso e il mio cuore cominciò a battere all'impazzata. La mia eccitazione alle stelle, mentre le sue mani scivolavano lentamente sul mio corpo nudo. Certo, un insegnante avrebbe dovuto mantenere un comportamento ben diverso con un suo studente, ma a me non interessava un cazzo, ero talmente eccitato dalla situazione che non vedevo l'ora di scopare con lui, di sperimentare cosa potessero fare due uomini tra loro. certo avevo visto numerosi film porno in materia, ma un conto era vedere e un conto era provare.
La sua bocca e le sue mani percorrevano il mio corpo alla ricerca di non so quale tesoro nascosto. Mi lasciai andare e in breve mi trovai appoggiato col sedere al lavabo e lui in ginocchio che mi prendeva in bocca l'uccello.
"Sei un bel ragazzo, molto uomo come piace a me", mi diceva e affondava il mio cazzo ormai turgido nella sua bocca.
Cazzo come godevo. Non pensavo davvero che un uomo potesse dare tanto piacere ad un altro uomo.
Poi si alzò e sentii chiaramente la sua erezione premermi sul ventre mentre mi baciava.
"Tocca a te farmi felice" mi disse, facendomi capire che toccava a me succhiargli il cazzo.
Lui appoggiato alla parete piastrellata del bagno e io in ginocchio, avvicinai la mia bocca a quella cappella viola e lucida. Cercai di seguire le manovre che aveva fatto lui a me e ingoiai voracemente quel cazzo di notevoli dimensioni.
Sembrava che facessi pompini da una vita, tanto lui mi elogiava e godeva della mia bocca. Lo succhiai a lungo finchè non mi tirò su e mi girò faccia allo specchio. MI allargò le gambe e si abbassò ficcando la sua faccia nel solco delle mie chiappe.
Quando la sua lingua toccò il mio buchino vergine ebbi un sussulto. nessuno si era mai spinto sin lì. L'esplosione di piacere fu intensa. la sua lingua leccava il mio buco e lo lubrificava. Poi mi fece alzare una gamba col ginocchio sul lavabo in modo da aprire bene le mie chiappe. Esposta così la mia rosellina fu subito preda delle sue dita. Quando l'indice entrò dentro il mio buco emisi un gemito di piacere e capì che ormai ero in suo possesso. Giocò a lungo con le dita aprendo quella rosellina con calma, avendo capito che ero vergine. Quando fu sicuro che non avrei opposto resistenza, appoggiò la sua cappella al buco e spinse. Con mia grande sorpresa lo sentii entrare agevolmente e in pochi secondi mi fu tutto dentro.
Sentirmi pieno della sua virilità ebbe in me l'effetto di farmi muovere il culo avanti e indietro favorendo la penetrazione. Lo sentivo godere e ansimarmi sul collo. "Minchia che culo stretto che hai, mi farai sborrare prestissimo" diceva mentre aumentava i colpi della scopata.
Io con le mani puntate sul piano del mobile bagno, riflesso nello specchio, vedevo il mio volto stravolto dal piacere che questo maschio mi dava nel prendermi da dietro e nel farmi suo. Poi la sua mano mi prese per i capelli facendomi piegare indietro la testa e giù una manata sulla chiappa sinistra.
"voglio che stanotte tu sia mio, solo mio, voglio che tu provi l'eccitazione di essere posseduto da un vero maschio" diceva nelle mie orecchie. "senti come il mio cazzo ti apre e riempie codesto culo vergine? senti come ti fa godere la sua presenza nel tuo culo?”
Così in piedi mi scopava il culo con foga e con la mano mi segava l'uccello durissimo, che non ci mise molto a schizzare ovunque il mio piacere.
MI fece mettere per terra, con il culo ben alzato e lui si abbassò su di me inculandomi ancora e ancora, andando su e giù con le gambe e aprendomi quel buco che prima di stanotte nessuno aveva mai violato.
"cazzo sto pe venire" sentii che diceva. uscì dal mio culo e mi portò davanti a me, facendomi mettere in ginocchio.
"Apri la bocca" mi disse e senza ancora rendermene conto mi riversò in bocca un mare di sborra calda che dovetti inghiottire per la prima volta.
Finito di sborrare gli presi l'uccello in bocca e lo ripulii con cura, dopodichè lui mi tirò su e mi baciò a lungo.
Entrammo entrambi in doccia per ripulirci. Io avevo il viso ancora in parte imbrattato del suo seme. Ricominciammo a baciarci e toccarci e in breve tempo entrambi tornammo durissimi. Stavolta però fui io lesto a girarlo contro il muro e ad affogare il mio viso tra le sue chiappe. Lui gemeva a mi incitava a continuare, finchè non mi implorò di incularlo e lo accontentai. Entrai in bel buco caldo, che doveva averne già presi tanti e lo cavalcai per lungo tempo usciti dalla doccia e buttati sul letto. Mi misi le sue gambe sulle spalle e lo impalai sul mio uccello di marmo. Godeva e mi implorava di sfondarlo. dal maschio dominate che mi aveva appena sverginato si era trasformato in una troia desiderosa di essere ingravidata. lo accontentai in tutto, fino a scaricare il mio sperma nel suo intestino.
Fu un insegnante per me anche nel fare emergere il mio lato bisessuale e soprattutto nell'insegnarmi tutte quelle cose che facevano perdere la testa ad un maschio.
La gita era appena iniziata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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